Affitti: Monterosi, Tuscania e Monteromano primi nella provincia

Tra i luoghi del Lazio in cui si vive di più in affitto ci sono tre comuni della provincia di Viterbo: Monterosi (3° posto in regione e 1° in provincia con il 22,4%), Tuscania (4° posto in regione e 2° in provincia con il 21,9%) e Monte Romano (10° posto in regione e 3° in provincia con il 19,4%).
È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che ha tracciato una mappa nazionale degli affitti.
In provincia di Viterbo, le locazioni sono utilizzate di meno nei comuni di Valentano (ultimo posto in graduatoria con il 5,8%), Farnese (penultimo posto e 6,4%) e Ischia di Castro (terzultimo posto e 7,1%).

Con una media del 14,5% di famiglie in affitto, la provincia di Viterbo si colloca al 3° posto in regione, dietro quelle di Roma (1° posto con il 18,4%) e Latina (2° posto con il 15,1%) e davanti a quelle di Rieti (4° posto e 12,1%) e Frosinone (5° posto e 10,7%).

“In Italia fino ad oggi – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca – prosegue Spronelli – certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.

Fra le regioni italiane dove si ricorre all’affitto, il Lazio occupa l’8° posto (con il 17,1%) in una graduatoria dominata da Campania (1° posto e 24,4%), Valle d’Aosta (2° e 22,5%), Liguria (3° e 22,2%) e Piemonte (4° e 22,1%). Percentuali molto basse di contratti di locazione si registrano in Molise (ultimo con il 10,9%), Basilicata (penultima con l’11,9%) e Sardegna (terzultima con il 12,5%). (Fonte.Solo Affitti)

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