Addio al Carnevale: nei luoghi storici, canti, balli e falò

Martedì grasso è un giorno molto particolare, dove si mischia tristezza e stanchezza, voglia di festeggiare e di ballare fino allo sfinimento. Dopo sette giorni di follia sembrerebbe strano poter ballare fino a mattina. Ma il carnevale ha una storia a sé, non ci sono regole. Per questo è tradizione tirare fino alle prime luci del mattino, godersi la follia fino allo sfinimento, aspettare il sole sorgere con la musica nelle orecchie. Quest’anno A Ronciglione sede storica del carnevale viterbese,ancora di più, la follia è stata accompagnata dalla bellezza e dalla bravura di NINA dj. Mentre il carnevale di Civita Castellana 2018 si è disperso in cenere nello stesso luogo in cui dove aveva preso il via con. “O Puccio” in piazza Matteotti il 17 gennaio e si è concluso in tarda sera di martedì grasso 13 febbraio con la sua bruciatura. Quest’anno il Puccio è stato realizzato dal Gruppo I Forchettoni, vincitore della passata edizione del carnevale civitonico. Ad Acquapendente invece la maschera caratteristica del paese, vero simbolo della manifestazione è il Saltaripe ed indossa un costume particolare con i colori dell’arcobaleno.
La sua cremazione rappresenta la sottrazione a tutta quella serie di paure di tipo ancestrale che derivavano dalla cultura pastorale degli anni passati. Il fantoccio era un semplice capro espiatorio per sviare a queste problematiche. Nel corso di secoli ogni luogo ha sviluppato la sua maschera tipica, legata alla satira locale ed alla storia. Il Carnevale 2018, molto corto, lascia il posto alla Quaresima.

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI