A.Rita Giaccone: Viterbo, una nuova sfida esotica con gli altri

giaccone

Sono nata a Roma ma oramai naturalizzata viterbese….da quando ci sono giunta quasi per caso tra un viaggio e l’altro, dall’Indonesia e poi dall’India e dal Bangladesh, dove vivevo con mio marito prima e poi anche con i miei due bambini in modo intenso e appassionato, forte della mia curiosità e del desiderio di scoprire popoli diversi e nature ancora incontaminate. Ho accettato di vivere a Viterbo con lo stesso spirito con il quale avevo seguito fino ad allora mio marito in paesi esotici. La Tuscia terra di mondi antichi, di luoghi evocatori di etruschi, di romani, di medioevo e di rinascimento. Terra di laghi, di campi di olivi e di viti, di colline di castagni e noccioli, di paesaggi stupendi e paesi addormentati. Bellissima, affascinante e intrigante.
La curiosità dicevo è stata il motore della mia vita, quella che mi ha permesso di incontrare gli altri e, soprattutto nella mia veste di medico, gli ammalati. Non gli ammalati normali, sarebbe stato troppo comune, ma quegli ammalati diversi, quelli più reietti dalla società, i più discriminati… i lebbrosi della società moderna: gli ammalati di dipendenza patologica! Coloro che soffrono non solo nella mente e nel corpo ma anche e soprattutto nello spirito. Dai dipendenti da sostanze stupefacenti e dall’alcol ai dipendenti da gioco! Si perché esistono tante forme di dipendenza patologica anche solo quelle in cui la testa la fa da padrona, quelle in cui i piccoli piaceri della vita possono diventare le più sconvolgenti vie di autodistruzione. Questo è ad esempio il gioco d’azzardo. Si comincia con qualche partitina a poker con gli amici, qualche serata al bingo dove si può anche mangiare, qualche gratta e vinci tanto per togliersi lo sfizio di tentare la fortuna, per andare a incastrarsi nella routine ossessiva e senza fondo delle slot machines, dove il limite non si riesce più a distinguere e dove si rischia di perdere oltre alla casa e alla famiglia, anche la propria dignità. Così sono i miei pazienti di gioco d’azzardo patologico. Malati di gioco, in inglese si chiama gambling,
Ci vuole così poco a diventare schiavi e così tanto per liberarsene. Ma fortunatamente ci si può riuscire. Si può guarire, ma bisogna farsi aiutare e lottare con tutte le proprie forze.

Il gruppo AMA dei giocatori problematici è presente a Viterbo il martedì pomeriggio alle 17.30 al Centro Diurno in via San Giovanni Decollato, n°4 . Io ci sono sempre.
Meglio prima! è il nostro motto. Prima che la realtà divenga solo un tunnel scuro dove non si vede più neanche la luce in lontananza, invece del paradiso della terra dove viviamo! La battaglia va avanti,condividerla è un modo di amare questo territorio e chi ci vive, aiutare è un dovere.

*Direttore SERT AUSL Viterbo

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI