“A cena con il brigante” viaggio del Teatro Gastronomia di Pietro Benedetti

“A cena con il brigante” torna di nuovo, giovedì 23 luglio. Prosegue infatti a Capalbio il viaggio del Teatro Gastronomia portato in scena dall’attore Pietro Benedetti, l’ultima invenzione di Leandro Peroni Ex sindaco di Cellere, realizzata in stretta collaborazione con il Museo del brigantaggio. Un’idea scaturita da un ricordo lontano, quando la vita di Domenico Tiburzi era al centro dei lunghi racconti tra il giovane Leandro e Alfio Gavoli, sotto gli occhi del sindaco di Capalbio, Giovanni Damiani.
Mattatore assoluto dell’iniziativa è Pietro Benedetti, che tra un momento recitato, una ballata o una straordinaria poesia a braccio è pronto a dare vita a personaggi, amici o nemici lo deciderà il pubblico, che lo hanno conosciuto e possono raccontarlo senza possibile smentita. Un’occasione da non perdere per conoscere da vicino, attraverso la viva voce dei protagonisti, momenti di storia maremmana di fine Ottocento. Le gesta di Domenichino solleciteranno l’immaginario degli ospiti del ristorante Il Cantinone, che con lo sguardo ammireranno la maremma circostante, gustando un menù realizzato per l’occasione: aperitivo col brigante (dalle 20:45) seguito da principi di terre di confine, penne alla Tiburzi, maltagliati del Fattore, arrosto della fattoria, spezzatino alla traditora, cancellata e digestivo del Carabinere.
Tra una portata e l’altra arriveranno le entusiasmanti performance di Benedetti, che, nelle sue incursioni diventate famose anche grazie al programma Sereno Varabile, diventerà in una sola sera Fioravanti, nel tentativo di cancellare l’onta del tradimento, poi una serie di affascinanti composizioni a braccio per catalizzare l’attenzione dei commensali, fino all’arrivo del Garibaldino, Pietro Rossi, l’unico viterbese tra i Mille, rimasto in terra toscana mentre l’eroe dei due mondi andava verso Sud e magari, un pizzico di sogno non fa mai male, contatto diretto con Tiburzi, allora appartenente alla staffetta della Lega di Castro che voleva lottare per la Repubblica.
Un momento di storia vissuta a tavola, degustando prodotti tipici maremmani, gli stessi che molto probabilmente venivano gustati in quella metà dell’Ottocento che vedeva Domenico Tiburzi padrone incontrastato della Maremma. La storia si ferma, il tempo si congela e nel ventunesimo secolo si sogna un periodo passato, complici gusto, profumi e sapori di una terra fertile e generosa.
Per informazioni e prenotazioni: 0564.896181 – 347.5545027

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