RACCONTI BREVI/ Forbici, colla e il boato di una vita

Centinaia di listelli e aste di legno sono disposti in maniera ordinata e ponderata sul tavolo; insieme a tronchesine, forbici, colla, pinzette e fili di spago. Seduto sulla sedia, un anziano lavora con mani ferme al fondo di uno scafo navale in miniatura. Un ragazzo entra nella stanza e si ferma interdetto a tre passi dal tavolo, in silenzio, per non disturbare la disciplina e la concentrazione che l’anziano e il suo piano di lavoro emanano.

<<Hai deciso di riprendere con il modellismo?>> esordisce infine il ragazzo.

<<Sì. Il tempo libero e la noia me lo permettono. Il tremolio delle mani un po’ meno. Ogni tanto devo fermarmi.>>

<<E ti fumi una sigaretta.>>

<<E mi fumo una sigaretta.>>

<<Sono tantissimi pezzi. Io una pazienza così non ce l’avrei.>>

<<Come tutte le cose si può allenare. Hai preso da tuo padre. E tuo padre ha preso da tua nonna.>>

<<L’unica che potrei provare a costruire è una nave vichinga. Mi piace e sembra più facile.>>

<<Non sottovalutarla, anche se sicuramente è più semplice di questa. Un galeone spagnolo del sedicesimo secolo.>>

<<Ci metterai una vita a completarlo. Non fare come Dylan Dog che quel galeone non lo finisce mai.>>

<< Tranquillo, non ho tempo per vivere incubi di questo tipo, dormo così poco,>> risponde l’anziano. Poi prende lo scafo in mano, che nelle attuali condizioni pare più un relitto, e dice: <<Pensa a questo galeone, pensalo oscillare nel mare per mesi, il fragore dell’acqua che si infrange sullo scafo, guardalo affiancare le navi nemiche per colpirle con le batterie di cannoni, e poi il rocambolesco arrembaggio e le urla. Un gigante marino. Immenso. Che modo interessante di fare la guerra. Quella che ho fatto io era molto diversa. Ogni epoca ha le sue guerre e ogni guerra ha i suoi morti. Era diversa anche da quella che fai tu con i videogiochi. >>

<<Bravo. Io torno a giocare. E comunque ci sono anche videogiochi su quelle guerre lì>>. Il ragazzo annoiato esce dalla stanza e il vecchio riprende la sua opera. 

Sta incollando un listello che richiede particolare maestria e fermezza quando trema il tavolo, le tende svolazzano e due boati tremendi impattano nei suoi timpani. Due esplosioni. Come bombe. Sente i suoi battiti accelerare. Come bombe.

Passano due minuti e arriva il ragazzo che dice a voce alta e in preda a una certa eccitazione: <<Sono tutti affacciati, che botte, sembrano esplosioni ma su facebook c’è chi ha scritto che sono aerei che hanno infranto la barriera del suono, incredibile>>.

Non riceve risposta. L’anziano è riverso sul pavimento, accanto alla sedia, circondato dai pezzetti di legno. Sembrano i resti galleggianti di un galeone colpito da una palla di cannone.

 

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