La Buona Novella di De André a Celleno

de andre

Per la Domenica delle Palme 20 marzo, il Teatro Null Officina culturale della Regione Lazio, propone alle 18,30 al Palazzo della Cultura di Celleno “La Buona Novella” di Fabrizio De André, con Daniela Turchetti voce, Fabio Barili chitarra, Marco Taschini clarinetto e fisarmonica, Andrea Paoletti, Silvia Buzzi violino, Salvatore Casi viola, Piero Ranucci contrabbasso, arrangiamenti Marco Taschini e Fabio Barili, introduce Gianni Abbate.

In dieci magnifiche canzoni del 1970, introdotte da una maestosa Laudate Dominum, si snoda la vicenda della vita di Gesù, dalla nascita fino alla morte sul Golgota. Si parte dall’Infanzia di Maria, il cui titolo dice tutto e attraverso il Ritorno di Giuseppe fino alla poeticissima il Sogno di Maria si affronta il tema dell’Annunciazione, del matrimonio combinato e della gravidanza inaspettata (in fondo Maria è una ragazza/madre). La Natività vera e propria è affidata alla splendida e pseudo/femminista (specie nel verso “Femmine un giorno e poi madri per sempre/ Nella stagione che stagioni non sente”) Ave Maria in cui la poetica di De André tocca vertici incredibili legandosi a meraviglia con le note concepite da Giampiero Reverberi. Poi c’è la Passione e si apre con la terribile Maria nella bottega del falegname, dove, attraverso una struttura in forma di domanda/risposta, Maria apprende la terribile notizia della condanna a morte del figlio. Via della croce, ovvero l’ascesa al patibolo di Gesù e la straziante Tre Madri, introducono quel capolavoro assoluto che è Il Testamento di Tito, che snocciola i Dieci Comandamenti in musica (incredibile!), in cui Tito, il ladrone “buono”, confessa in punto di morte di aver violato, una ad una, le leggi donate dal Signore a Mosè, ma di provare pietà per quell’uomo che muore con lui da innocente e di aver finalmente compreso, grazie a quel gesto finale, il vero significato della parola Amore. La chiusura è affidata a Laudate Hominem, una ripresa vera è propria del pezzo di apertura, in cui, grazie al cambio di titolo, si vuole sottolineare la natura prettamente umana del Cristo. La spiritualità espressa meravigliosamente da De André in quest’album, in realtà è sempre stata presente nella lirica del cantautore, molto spesso intrecciata con motivi sociali e anarchici. Quando chiesero a De André perché avesse scelto di mettere in musica la storia vetusta e compassata di Gesù, lui rispose: Perché Gesù Cristo è il più grande rivoluzionario della storia!”. Ma si sa, De André è De André e con quella sua classe, con quel suo tocco, con quel suo genio poteva dire e fare praticamente qualsiasi cosa. Un concerto assolutamente da non perdere Domenica delle Palme a Celleno. Ingresso intero € 8,00, ridotto € 5,00.

Info e prenotazioni: 3471103270 – iportidellateverina.it.

LA LOCANDINA 

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