Carmen che non vede l’ora: Bartolini-Baronio al Mat

La biografia di una donna alla ricerca del suo libero arbitrio, il viaggio di un uomo alla ricerca della sua coscienza. La storia di una vita vera, verace e vorace, assetata di libertà, di passione, di autodeterminazione, che si conquisterà, nonostante tutto, in un’Italia matriarcale e maschilista, rigida ma fragile, stanca di guerra. È Carmen che non vede l’ora, lo spettacolo che il sodalizio Tamara BartoliniMichele Baronio porta in scena domenica 17 gennaio alle 18 al Mat in via del Ganfione 16-18 a Viterbo.

Da un piccolo villaggio dell’ex Jugoslavia inizia il viaggio. Si passa per l’Africa, si sbarca in Italia con le navi della Croce Rossa durante la fine della seconda guerra mondiale, si procede verso Napoli e i suoi favolosi anni ’60, si prosegue nel profondo sud, dentro antiche leggi e tabù di un piccolo paesino sperduto della Basilicata, per partire di nuovo e raggiungere la Roma degli anni ’70 infuocata dalle contestazioni, tra nonni slavi e ladri, mariti violenti, amanti, riunioni politiche, rivolte, la nascita inattesa di un figlio e il sogno di una stanza tutta per sé, di un lavoro da maestra dentro una scuola pubblica pensata e sognata come luogo deputato alla crescita e alla trasformazione della società. E infine, arrivati ai nostri giorni, ci si trasferisce in un piccolo paesino della provincia di Roma, davanti al mare. Carmen che non vede l’ora, prima ancora di tradursi sulla scena, è stato l’incontro con una biografia, con la storia di una donna incontrata durante uno dei laboratori teatrali condotti da Bartolini e Baronio.

Tamara Bartolini e Michele Baronio condividono dieci anni di lavoro all’interno della Compagnia Triangolo Scaleno Teatro, partecipando alle produzioni artistiche e alla creazione del festival Teatri di Vetro e altri eventi culturali. Dal 2009 nasce un sodalizio che li vede insieme in tutte le successive creazioni tra cui lo spettacolo Carmen che non vede l’ora. La loro ricerca teatrale nasce da una forte esposizione personale, da un lavoro sulle biografie individuali e collettive che intreccia specificatamente la poetica musicale, in un dialogo-concerto tra parola e musica, tra artisti e territori.

 

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI