Quo Vado: Checco Zalone fa di nuovo centro

quo vado

Checco Zalone ha fatto gol per la quarta volta. Sale cinematografiche super affollate, record d’incassi. Quo vado, scritto e diretto da Gennaro Nunziante, in programmazione dal primo gennaio scorso, è  un successo strepitoso. In un’ora mezza di proiezione Checco, protagonista del film, riesce a far ridere tutti, dai giovani ai nonni. La sua comicità, seppur classica,  risulta moderna negli argomenti ed efficace per quel marcato accento pugliese accompagnato da una mimica eccezionale.

E’ la storia di un giovane meridionale, fidanzato ma non intenzionato a sposarsi, viziato dalla mamma e col pallino del posto fisso che gli è stato inculcato dal padre fin da ragazzino. Infatti, con l’aiutino di un senatore (Lino  Banfi), si ritrova a timbrare licenze di caccia e pesca in un ufficio della Provincia. Ma  i vertici  romani, alle prese con la riforma della pubblica amministrazione, vorrebbero indurre gli impiegati alle dimissioni in cambio di un assegno di buonuscita. Checco non ci sta. E l’arcigna dirigente (Sonia Bergamasco) si accanisce contro di lui proponendogli ruoli improbabili  in località disagiate, dapprima in Italia e, infine, anche al Polo Nord. Qui il suo compito consiste nel difendere una ricercatrice italiana dagli attacchi degli orsi bianchi. E’ spaventato, ma non si arrende. Anzi l’incontro con Valeria, giovane, bella, di larghe vedute e con esperienze di lavoro e sentimentali molto variegate, si trasforma in un’avventura fantastica. Per Checco si aprono nuovi orizzonti che né lui e tantomeno i suoi genitori avrebbero mai pensato di conoscere. E, a sorpresa, sul finale, arriva  un messaggio umanitario.

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